Pubblicato in: Geopolitica Asiatica

Cina e Myanmar. Un possibile sbocco sull’Oceano Indiano.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-09-21.

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Basta anche solo una occhiata distratta alla carta geografica per intuire quanto sia strategica la posizione del Myanmar.

Si affaccia per largo tratto sull’Oceano Indiano nel Golfo del Bengala e presenta un lungo confine con la Cina: il nodo logistico cinese di Guizhou dista dalle città portuali del Myanmar circa 1,700 kilometri. Sarebbero percorribili in circa otto ore con una ferrovia ad alta velocità. Una soluzione che potrebbe permettere di alleggerire il traffico commerciale marittimo commerciale che dalla Cina si dirige all’Oceano Indiano passando per lo Stretto di Malacca, oramai così trafficato da essere prossimo alla saturazione.

Linea ferroviaria ad alta velocità che ha come presupposto un duraturo accordo strategico tra i due paesi.

«La Cina ha la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo, con treni che viaggiano sopra le 120 miglia orarie.

Pechino ha attualmente in servizio sei linee ad alta velocità. Quella che collega Xianjiang è la più recente, essendo stata inaugurata nel 2014. Entro il 2020 le linee ad alta velocità cinesi saranno quindici.

La nuova dottrina militare si basa sulla capacità di spostare una divisione leggera a 600 miglia di distanza entro cinque ore su un treno ad alta velocità.

L’esercito cinese riceverà anche degli speciali convogli equipaggiati con missili da crociera da schierare lungo la costa in casa di conflitto con il Giappone o Taiwan.» [Difesa Online].

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Ma le vie ferroviarie commerciali strategiche non sono gli unici interessi cinesi nella zona.

«PetroChina (CNPC) ha annunciato la prossima entrata in funzione del nuovo oleodotto che collegherà il porto birmano in acque profonde di Kyaukpyu con il sudovest della Cina. Lungo 1.100 chilometri, trasporterà petrolio proveniente da Nord Africa e Medio Oriente e avrà una capacità di trasporto annuo pari a 22 milioni di tonnellate di petrolio (250.000 barili al giorno). In parallelo correrà un gasdotto con una capacità annua iniziale di 5 miliardi di m3 (destinata a salire a 12 miliardi in tempi successivi) con un percorso ancora più lungo che proseguirà in direzione delle Province del Guizhou e del Guangxi. Sarà alimentato dai giacimenti birmani offshore al largo di Shwe. Nel quadro degli accordi PetroChina cederà 2 milioni di tonnellate di petrolio e 2 miliardi di m3 di gas per il fabbisogno interno di Myanmar. Per entrambi i Paesi la realizzazione ha una portata strategica.» [Diplomazia Economica Italiana – 7 marzo 2013]

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Non dovrebbe quindi destare sorpresa alcuna la recente notizia:

«China’s military wants to strengthen ties with neighboring Myanmar by having more exchanges and greater cooperation».

 


Reuters. 2016-09-10. China eyes closer military ties with Myanmar

China’s military wants to strengthen ties with neighboring Myanmar by having more exchanges and greater cooperation, a top officer told Myanmar leader Aung San Suu Kyi during a visit to the Southeast Asian country, state media said on Saturday.

China has been on a diplomatic offensive ever since the Nobel Peace Prize laureate’s government came to power in April, aiming to forge good ties with its resource-rich neighbor.

Last month Suu Kyi visited China, where President Xi Jinping told her he wanted to ensure the “correct direction” of relations.

Xu Qiliang, a vice chairman of China’s Central Military Commission, which controls the armed forces and is headed by Xi, told Suu Kyi that China “highly values the friendly cooperation between the two countries”, state news agency Xinhua said.

“China firmly upholds a friendly policy towards Myanmar and supports Myanmar’s national reconciliation process,” Xu said during Friday’s meeting in Naypyitaw, the capital of Myanmar.

“Xu mentioned Aung San Suu Kyi’s recent trip to China, during which she reached consensus with the Chinese leadership on further enhancing the comprehensive strategic cooperative partnership between China and Myanmar,” it added.

China will keep playing a constructive role in pushing forward Myanmar’s peace process and hopes the two countries can work together to maintain peace and stability on their border, Xu said.

Suu Kyi last month launched a major push to end decades of fighting between the military and myriad rebel groups, which has at times spilled into China and seen refugees pushed across the border, to Beijing’s anger.

Enhancing friendship, mutual understanding and trust is very important for both nations, Suu Kyi said, according to Xinhua, and thanked China for its role in Myanmar’s peace process.

China had a close relationship with Myanmar’s former military-run government, and has looked on with some nervousness at its democratization process.

China has been pushing Myanmar to resume work on the Chinese-invested $3.6-billion Myitsone dam project, 90 percent of whose power was originally planned to have gone to China.

In 2011, then President Thein Sein angered China when he suspended work on the dam, at the confluence of two northern rivers in the Ayeyarwady river basin, over environmental protests.

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