Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Unione Europea

La Germania ha voltato pagina. Qualcuno avvisi l’Europa.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-09-02.

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Gli allegati fanno parte integrante dell’articolo. Dovrebbero essere letti con cura.


Con il primo di agosto di questo anno è entrata in vigore la riforma del Piano Hartz IV. Gli effetti si dispiegheranno nel tempo, ma saranno di non piccola portata.

Per avere un’idea sommaria di cosa sia il Piano Hartz IV potremmo suggerire:

– in lingua italiana: Piano Hartz. Molto schematico ed aggiornato al 2010.

– in lingua inglese: Hartz concept. Molto schematico. Parzialmente aggiornato al 2016.

– In lingua tedesca: Hartz-Konzept. Schematico, ma essenzialmente corretto. Non ancora ben aggiornato.

Documentazione maggiore:

–  Bundesverfassungsgericht.

–  HartzIV. Sito completo.

Zweites Buch Sozialgesetzbuch – SGB II Fachliche Weisungen § 34 SGB II Ersatzansprüche bei sozialwidrigem Verhalten. Edito il 2016-07-20.

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Segnaliamo anche alcuni articoli giornalistici a nostro parere interessanti.

Sole 24 Ore. 2016-04-28. La Germania ora vuole tagliare i sussidi agli stranieri cittadini della Ue.

Sole 24 Ore. 2016-05-28. Con le riforme Schroeder disoccupazione dimezzata.

Sole 24 Ore. 2016-08-23. Se il welfare agli immigrati diventa una minaccia.

«Da un sondaggio di opinione condotto da YouGov il giorno stesso del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea si è appurato che secondo i sostenitori del “Leave” l’immigrazione era il problema più sentito e importante in assoluto, secondo solo a una generica preferenza per l’indipendenza in sé. Quanti considerano xenofobi gli elettori favorevoli alla Brexit in ogni caso travisano completamente la natura del problema. Grazie al Commonwealth, il Regno Unito è uno dei paesi dalla mentalità più aperta al mondo. E accusare i britannici, tra tutti i popoli, di essere xenofobi è assurdo. ….

In Germania, secondo una decisione della Corte sociale federale tedesca, i cittadini dell’Ue che cercano un’occupazione ma non la trovano hanno immediatamente diritto ai sussidi Hartz IV (di disoccupazione e di previdenza), all’assicurazione sanitaria gratuita, al pagamento dell’affitto di alloggi ritenuti adeguati. Hanno altresì diritto a sussidi per l’infanzia per tutti i loro figli, anche se questi ultimi vivono ancora nel loro Paese, affidati, per esempio, ai nonni. ….

Se non cambieranno, le regole per l’accesso ai sistemi della previdenza nazionale eroderanno i welfare state dell’Ue, perché i Paesi più generosi si accolleranno sempre più spesso la fetta maggiore delle spese di coloro che migrano per povertà. I welfare state meglio sviluppati, dove accorrono i più indigenti, potrebbero quindi trovarsi invischiati in una rovinosa concorrenza per la deterrenza, con le popolazioni locali che potrebbero scendere in strada a difendere i “loro” benefit.»

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Il piano Hartz IV ha avuto nel 2013 un costo di 40.65 miliardi di euro, raddoppiati nel volgere di tre anni. Senza tener conto dei fondi perduti erogati dai Länder.

Impossibile che avesse potuto durare.

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«Sono quasi 6 milioni le persone che in Germania percepiscono l’Hartz IV, il sussidio statale previsto dal sistema tedesco per aiutare disoccupati di lungo termine, sottoccupati, lavoratori stagionali, precari. Tra questi, circa 440mila sono cittadini provenienti da altri stati europei, di cui 71mila italiani – il secondo gruppo più grande dopo i polacchi. Dal primo agosto 2016, data in cui è entrata in vigore la nuova riforma dell’Hartz IV proposta dal ministro SPD Andrea Nahles, molti di loro rischieranno di essere bollati come “antisociali” e condannati al risarcimento del sussidio ricevuto. Diventeranno, cioè, da persone che usufruiscono del diritto a una prestazione sociale erogata dallo stato, persone che ricevono un credito da parte del Jobcenter. In altre parole: debitori.»

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«Annunciata da tempo e ora diventata realtà, la riforma Nahles era stata promulgata già a giugno dal parlamento tedesco con il nome di Rechtsvereinfachungsgesetz, legge per la semplificazione giuridica, e presentata come alleggerimento dell’enorme carico burocratico che grava su questa parte fondamentale del welfare tedesco. In realtà al di là delle procedure tecniche promesse per migliorare il meccanismo del sistema degli aiuti sociali, oltretutto già stroncate dagli addetti ai lavori, la legge è stata ampiamente attaccata dalla stampa per l’ulteriore decurtazione dei sussidi e l’inasprimento delle sanzioni.»

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«Ad essere sfuggito all’attenzione dei principali media tedeschi è stato però l’aspetto sicuramente più interessante tra quelli introdotti dalla ministra Nahles, un aspetto che comporterà un vero salto di qualità rispetto alle misure di sanzionamento e controllo sin ora applicate dai Jobcenter: stiamo parlando degli ampliamenti apportati al 34. paragrafo del Sozialgesetzbuch II (SGB II, il codice che appunto dell’Hartz IV contiene la legislazione), che espone e spiega il concetto di sozialwidriges Verhalten, letteralmente “comportamento antisociale”. Un concetto in realtà già esistente nel SGB II ma ben poco osservato, che grazie alla nuova stesura troverà invece un uso di gran lunga più ampio. Cosa significa dunque sozialwidriges Verhalten e chi – soprattutto – tra quei 6 milioni di disoccupati, sottoccupati, precari potrà d’ora in avanti essere bollato dal Jobcenter come “antisociale”?»

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«Antisociale, prima della riforma e per come era definito nel 34. paragrafo, era una persona che dopo aver dilapidato con coscienza il proprio patrimonio chiedeva poi di vivere degli aiuti sociali erogati dallo stato. In questo caso, dunque, si decideva di erogare sì il sussidio richiesto, ma in forma di credito, così da scongiurare e punire con la restituzione dei soldi un’azione considerata dannosa per collettività. Per i Jobcenter era però difficile provare gli intenti con i quali il denaro fosse stato veramente sprecato, motivo per il quale il 34. paragrafo era restato poco utilizzato. Con la riforma Nahles il rischio è esattamente l’inverso: dalla limitazione a un caso singolo e piuttosto raro – chi dilapida i propri beni – si passa a una generalizzazione della categoria di antisociale, tale da comprendere ed essere applicata a una sorprendente molteplicità di atteggiamenti: difatti antisociale sarà ora considerato chi, attraverso il suo comportamento, mantiene inalterato, aumenta oppure semplicemente non diminuisce la necessità che lo spinge a richiedere l’Hartz IV.»

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«Nel concreto? Istruzioni in materia interne all’Agenzia per il lavoro (Bundesagentur für Arbeit) offrono molteplici esempi di cosiddetta condotta antisociale: chi non accetta un impiego proposto dal Jobcenter apportando una motivazione per così dire soggettiva (bassa retribuzione, condizioni di lavoro frustranti etc); l’abbandono di un minijob mentre si percepisce l’Hartz IV; il licenziarsi più in generale da un qualsiasi impiego, anche fosse per continuare la propria formazione, senza tuttavia avere concrete prospettive di un posto futuro – tutto questo potrà essere marchiato come antisociale, nella misura in cui si chiederà aiuto al Jobcenter. Ovvero: il sussidio richiesto diventerà debito e dovrà essere restituito. A ciò è da aggiungere la cumulazione di eventuali sanzioni normalmente già in vigore, che possono iniziare con una decurtazione del 30% del sussidio per 3 mesi.»

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Zweites Buch Sozialgesetzbuch – SGB II Fachliche Weisungen § 34 SGB II Ersatzansprüche bei sozialwidrigem Verhalten.

Prendiamo atto che questa nuova regolamentazione reintroduce nella storia una terminologie che si pensava essere obsoleta: il concetto di “asocialità“, “antisociale“, così brillantemente introdotto e gestito da Lenin.

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In estrema sintesi.

Difficile fare previsioni, ma non ci si dovrebbe poi stupire più di tanto se l’ammontare dei sussidi dovesse in qualche anno ridursi a meno di un decimo dell’attuale. Il tutto a discrezione di un funzionario burocrate. In via amministrativa.

L’epoca dei pasti gratis sembrerebbe essere definitivamente finita. Finita per i giovani e per i disoccupati, si intende: i pensionati godono di “diritti precostituiti“, esattamente come i nobili francesi a ridosso della rivoluzione.

Domandiamoci: per quale strano motivo i giovani dovrebbero lavorare come schiavi per mantenere negli agi una generazione di sterili? E se insorgessero, se si ribellassero? Potranno i vegliardi fermare la loro ira?


Berlino Magazine. 2016-09-02. Germania, cambia il sussidio disoccupazione. Chi lo riceve diventa “debitore” e rischia sanzioni se ha sperperato

Sono quasi 6 milioni le persone che in Germania percepiscono l’Hartz IV, il sussidio statale previsto dal sistema tedesco per aiutare disoccupati di lungo termine, sottoccupati, lavoratori stagionali, precari. Tra questi, circa 440mila sono cittadini provenienti da altri stati europei, di cui 71mila italiani – il secondo gruppo più grande dopo i polacchi. Dal primo agosto 2016, data in cui è entrata in vigore la nuova riforma dell’Hartz IV proposta dal ministro SPD Andrea Nahles, molti di loro rischieranno di essere bollati come “antisociali” e condannati al risarcimento del sussidio ricevuto. Diventeranno, cioè, da persone che usufruiscono del diritto a una prestazione sociale erogata dallo stato, persone che ricevono un credito da parte del Jobcenter. In altre parole: debitori.

Annunciata da tempo e ora diventata realtà, la riforma Nahles era stata promulgata già a giugno dal parlamento tedesco con il nome di Rechtsvereinfachungsgesetz, legge per la semplificazione giuridica, e presentata come alleggerimento dell’enorme carico burocratico che grava su questa parte fondamentale del welfare tedesco. In realtà al di là delle procedure tecniche promesse per migliorare il meccanismo del sistema degli aiuti sociali, oltretutto già stroncate dagli addetti ai lavori, la legge è stata ampiamente attaccata dalla stampa per l’ulteriore decurtazione dei sussidi e l’inasprimento delle sanzioni. Dei vari provvedimenti (“assurdi”, li ha definiti recentemente die Welt) messi già in luce, particolarmente dibattuti sono stati i tagli agli aiuti per le madri single – in una città come Berlino in cui un terzo dei bambini vive di Hartz IV e in cui le cosiddette alleinerziehende Mütter rappresentano una delle categorie sociali più deboli – nonchè la riduzione generale dei tempi per poter presentare ricorso nel caso in cui il Jobcenter abbia sbagliato nell’erogare i sussidi (50% dei casi, secondo alcuni). D’ora in avanti si avrà a disposizione solamente un mese per il reclamo, passato il quale ogni diritto verrà a decadere.

Ad essere sfuggito all’attenzione dei principali media tedeschi è stato però l’aspetto sicuramente più interessante tra quelli introdotti dalla ministra Nahles, un aspetto che comporterà un vero salto di qualità rispetto alle misure di sanzionamento e controllo sin ora applicate dai Jobcenter: stiamo parlando degli ampliamenti apportati al 34. paragrafo del Sozialgesetzbuch II (SGB II, il codice che appunto dell’Hartz IV contiene la legislazione), che espone e spiega il concetto di sozialwidriges Verhalten, letteralmente “comportamento antisociale”. Un concetto in realtà già esistente nel SGB II ma ben poco osservato, che grazie alla nuova stesura troverà invece un uso di gran lunga più ampio. Cosa significa dunque sozialwidriges Verhalten e chi – soprattutto – tra quei 6 milioni di disoccupati, sottoccupati, precari potrà d’ora in avanti essere bollato dal Jobcenter come “antisociale”?

Antisociale, prima della riforma e per come era definito nel 34. paragrafo, era una persona che dopo aver dilapidato con coscienza il proprio patrimonio chiedeva poi di vivere degli aiuti sociali erogati dallo stato. In questo caso, dunque, si decideva di erogare sì il sussidio richiesto, ma in forma di credito, così da scongiurare e punire con la restituzione dei soldi un’azione considerata dannosa per collettività. Per i Jobcenter era però difficile provare gli intenti con i quali il denaro fosse stato veramente sprecato, motivo per il quale il 34. paragrafo era restato poco utilizzato. Con la riforma Nahles il rischio è esattamente l’inverso: dalla limitazione a un caso singolo e piuttosto raro – chi dilapida i propri beni – si passa a una generalizzazione della categoria di antisociale, tale da comprendere ed essere applicata a una sorprendente molteplicità di atteggiamenti: difatti antisociale sarà ora considerato chi, attraverso il suo comportamento, mantiene inalterato, aumenta oppure semplicemente non diminuisce la necessità che lo spinge a richiedere l’Hartz IV.

Nel concreto? Istruzioni in materia interne all’Agenzia per il lavoro (Bundesagentur für Arbeit) offrono molteplici esempi di cosiddetta condotta antisociale: chi non accetta un impiego proposto dal Jobcenter apportando una motivazione per così dire soggettiva (bassa retribuzione, condizioni di lavoro frustranti etc); l’abbandono di un minijob mentre si percepisce l’Hartz IV; il licenziarsi più in generale da un qualsiasi impiego, anche fosse per continuare la propria formazione, senza tuttavia avere concrete prospettive di un posto futuro – tutto questo potrà essere marchiato come antisociale, nella misura in cui si chiederà aiuto al Jobcenter. Ovvero: il sussidio richiesto diventerà debito e dovrà essere restituito. A ciò è da aggiungere la cumulazione di eventuali sanzioni normalmente già in vigore, che possono iniziare con una decurtazione del 30% del sussidio per 3 mesi. Con l’unica differenza che, al contrario della sanzione, la richiesta di risarcimento potrà durare fino a 5 anni e, in caso di decesso, passare agli eredi.

Non sorprende dunque che del 34. paragrafo poco o nulla si discuta. Che la minaccia del debito, tanto sostenuta contro la Grecia da molta dell’opinione pubblica tedesca, sia ora definitivamente entrata come meccanismo nella regolamentazione del sistema sociale della stessa Repubblica Federale, non è cosa di cui parlare volentieri.