Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Geopolitica Europea, Sistemi Economici

Germania. Il grande malato di Europa che sta estinguendosi.

Giuseppe Sandro Mela.

2016-08-11.

 Jaenschwalde lignite power plant. 001

La Germania è il grande malato dell’Europa: è ciò che gli americani denominano un “dead man walking“, ossia “a condemned man walking from his prison cell to a place of execution“. Ma il termine è utilizzato anche per indicare che qualcuno sta andando irreversibilmente alla sua fine definitiva: “Marco Rubio, looked a dead man walking.”

Il suo dramma è aver prestato fede a quelli che Karl Popper aveva definito «i falsi profeti».

Iniziarono a venerare Hegel, colui che disse:

«Quando i fatti non si accordano alla teoria, tanto peggio per i fatti».

Questo enunciato definì la scollatura completa e duratura del pensato dalla realtà, nella presunzione che il pensato potesse creare la realtà voluta: era sorta l’epoca delle ideologie. In altri termini, attribuiva caratteristica divina, la potenza creatrice, alla mente umana.

La superbia umana e la bieca convenienza politica ed economica fece il resto, in un delirio di onnipotenza.

«La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.» [Gilbert Keith Chesterton]

Non ci si stupisca, quindi se il socialismo ideologico che ha imperato per lunghi decenni i Europa stia dando i suoi amari frutti. Ha occhi che non vedono, orecchie che non odono, mani che toccano ma non percepiscono.

Ma alla fine ad avere il peggio non è la realtà, bensì i microlissencefali che hanno creduto che l’ideologia fosse una verità assoluta, anche se del tutto contraria ed opposta a quanto logica e buon senso suggeriscono.

L’ideologia socialista ha distrutto l’Istituto matrimoniale, rendendolo legalmente ma non economicamente dissolubile con la massima facilità, patrocinando l’uso generalizzato di contraccettivi di ogni sorta ed aborto. Nei decenni oltre cinquanta milioni di persone umane sono state assassinate volontariamente con l’aborto. Il femminismo, altra creatura socialista, ha fatto il resto: la femmina si realizza sul lavoro, mica ad allevare i suoi figli, generando così femmine sterili nella mente, nel cuore e nell’utero.

Ma poi, dopo l’orgia delle gavazze sessuali, non citiamo nemmeno tutto l’attuale orientamento dei torbidi vizi contro natura, iniziano ad arrivare i conti da pagare.

Andiamo con ordine. Guardando in faccia gli aborriti fatti.

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Il CIA World Factbook 2014 riporta che l’età mediana nel mondo assommava a 29.7 anni. In Germania l’età mediana era 46.5 anni, contro i 38.9 della Russia, i 36.7 della Cina ed i 27.0 dell’India. In altri termini, la metà della popolazione tedesca aveva più di 46.5 anni: vecchi in pensione o vicini alla pensione.

Weidmann, Governatore della Bundesbank, più volte è intervenuto sottolineando la delicatezza di questo dato.

L’otto agosto Destatis, l’Istituto di Statistica della Germania Federale ha pubblicato il Report «Current population». È un documento molto complesso, ma da leggersi nella sua interezza.

Ragioniamo solo sui dati principali. [Si leggano per cortesia tutte le Tabelle!]

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La popolazione tedesca ammonta ad 81.8 milioni di persone. Quindi 40.9 milioni hanno età maggiore ai 46.5 anni, ed altrettanti età minore.

Gli stranieri sono 9.1 milioni e quelli con passato migratorio 16.4 milioni: somma 25.5 milioni, tutti giovani o molto giovani. Le persone sotto i 46.5 anni autoctone, ossia di stirpe e sangue tedesco, sono quindi grosso modo (40.9 – 25.5) = 15.4 milioni. Il rapporto anziani / giovani autoctoni, tedeschi veri per intenderci, è quindi (40.9 / 15.4) = 2.65.

Con 925,239 morti e 737,630 nascite il saldo della popolazione è negativo: -187.609.

Ma le 737,630 nascite sono dovute per quasi due terzi alla prolificità degli immigrati: le femmine tedesche sono volontariamente sterili: anticoncezionali ed aborto sono armi di distruzione di massa micidiali.

A ciò si aggiunga che sui 400,115 matrimoni ben 163,335 vanno incontro a divorzio: il 40.82% delle coppie si disintegra.

Risultato.

La popolazione di stirpe ed ascendenza tedesca ha varcato la soglia di non ritorno e si è destinata ad estinguersi.

Né ci si illuda che gli attuali autoctoni attivi abbiano poi una gran bella vita futura: è alquanto difficile immaginarsi che i migranti siano poi così felici di lavorare per mantenere le loro pensioni: che vada bene riapriranno Sachsenhausen e cacceranno lì dentro tutti i vecchietti teutoni a crepar di fame, il metodo più economico per stermini di massa. Martin Niemöller ne fu testimone per la Fede. Vi ricordate la sua poesia “Als die Nazis die Kommunisten holten, habe ich geschwiegen... “?

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Adesso guardiamo in faccia la realtà dei fatti, quelli che si beffano delle ideologie.

«After all, unlike the rest of the euro zone, German businesses haven’t faced a significant tightening of credit standards from domestic financial institutions, while decent growth and profit prospects should, in theory, boost capital expenditure. What’s more, a high savings rate was evident in corporate Germany even before the crisis of 2007-8, suggesting there may be more structural factors at work. 

By failing to hike investment spending domestically, Berlin has triggered deflation and depressed aggregate demand in the single-currency bloc, its critics contend.

So why don’t they?»

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«German businesses’ compulsion to save — and, by extension their lack of willingness to invest — reflects their large pension liabilities, a challenge that traditional financial models have hitherto failed to capture»

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«They reckon corporate pension commitments, in addition to demographic pressures, have derailed the investment zeal of businesses in the euro area’s largest economy, leading to a rise in their savings rate, which they express as their ‘net lending’; a proxy for retained profits»

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«We find evidence that German occupational pension liabilities held directly on the corporate balance sheet in the form of book reserves have been a significant determinant in rising corporate net lending since at least the early 2000s,” the analysts write»

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«Demographic aging matters, too: an older employee base coincides with higher corporate savings. In other words, pension constraints and demographics may have capped capex for a while now. This suggests to us that capex prospects remain underwhelming, despite decent growth and profits and good financial conditions»

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In parole poverissime, tanto da farsi comprendere anche da un bimbo di terza elementare: chiedo scusa alle menti colte e sofisticate.

Una popolazione anagraficamente vecchia nella mente, nel cuore e nello spirito pensa solo ed esclusivamente alla propria pensione, presente ovvero futura.

Non ha la minima intenzione di investire un centesimo nella produzione di beni o servizi.

Una popolazione senza giovani autoctoni, può sicuramente mantenere il livello numerico tramite l’immigrazione, ma al prezzo di cambiare completamente la popolazione. La vecchia Prussia non ha più un tedesco che sia uno: sono oramai tutti russi. L’antica Königsberg si chiama ora Kaliningrad: vi si parla e vi si pensa in russo.

Per non parlare poi delle esigenze militari. Quali giovani potrebbe la Germania chiamare alla leva se non ne ha più? O forse ci si illude che un immigrato saraceno sia disposto ad andare a farsi ammazzare per i vecchietti teutoni e per la Grande Germania? Che gliene importa a lui di Gauss e di Wagner?

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Se poi ci si aggiungessero per buon peso gli interessi negativi, il gioco all’autodistruzione sarebbe completo.

Ed è quello cui stiamo assistendo: la devoluzione del socialismo ideologico. Socialismo utopico. Scollato dal reale. Incapace sia di vedere la realtà sia di elaborarla logicamente.

La gente anziana vota e voterà esclusivamente quanti si impegnino a mantenere i loro “diritti precostituiti“.

Non a caso la socialdemocrazia tedesca è un ricettacolo di vecchietti.

Spd. Il gerontocomio in via di estinzione. 2016-07-13.

In quindi anni gran parte dell’elettorato dell’Spd è morto: crepato. Kaputt.

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Infatti per fortuna dell’umanità, Sorella Morte falcia i vecchietti tedeschi al ritmo di un milione ogni anno: due metri sotto terra non potranno più votare e, quindi, fare ulteriori danni. L’unico rammarico che assoceranno i giovani attuali a Sorella Miseria e Cugina Disperazione.

Ma a loro, i vegliardi utopici, della progenie mica importa nulla: la hanno odiata a tal punto da sterminarla. E vorrebbero poi che i migranti li imboccassero e li pulissero quando saranno imbrattati dalle loro proprie feci?

Nota.

L’idea di obbligare le femmine tedesche a procreare prole sarebbe concetto troppo complesso per la povera mente degli attuali tedeschi.Ottimi gli incentivi quali gli assegni familiari e le facilitazioni alle madri, pessimi quelli prospettato da Herr Gabriel ai divorzi. Ma chi paga Herr Gabriel: Putin oppure Erdogan?

Una severa tassa sul nubilato non sarebbe mica la prima volta che sarebbe istituita a questo mondo. Così come una salatissima tassa su separazioni e divorzi, oppure anche sulle coppie di fatto.Senza restaurare e con la massima cura l’Istituto del matrimonio le Collettività scompaiono.

*

Non abbiamo alcun dubbio che a tali proposte si levino i belati dei greggi ideologizzati, quelli che definiscono il “Prof molto detestato” perché richiama ai fatti, ai dati, alla ragione ed annuncia la fine della libera uscita.

I fatti travolgeranno le ideologie.

 Aborto 001

Madre piangente inginocchiata a chiedere perdono alla figlia che ha assassinato con l’aborto.

Non ci si illuda. Gli oltre cinquanta milioni di persone sterminate con l’aborto gridano, reclamano vendetta e giustizia a Dio ed agli uomini.


Bloomberg. 2016-08-10. Now We Know Why Germany Inc. Won’t Invest

Germany’s famously high savings rate owes to its unique pension fund structure, reckon analysts at Bank of America Inc.

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Germany’s high savings rate. A damaged euro zone banking system. Elevated sovereign-debt ratios in southern Europe. 
All these factors have been blamed for Europe’s economic slump. 

But perhaps the first — Germany’s high saving impulse, particularly at the corporate level — is the most difficult to fathom.

After all, unlike the rest of the euro zone, German businesses haven’t faced a significant tightening of credit standards from domestic financial institutions, while decent growth and profit prospects should, in theory, boost capital expenditure. What’s more, a high savings rate was evident in corporate Germany even before the crisis of 2007-8, suggesting there may be more structural factors at work. 

By failing to hike investment spending domestically, Berlin has triggered deflation and depressed aggregate demand in the single-currency bloc, its critics contend.

So why don’t they?

Bank of America Corp. might have just solved the mystery.

German businesses’ compulsion to save — and, by extension their lack of willingness to invest — reflects their large pension liabilities, a challenge that traditional financial models have hitherto failed to capture, the Bank of America economists led by Evelyn Herrmann write in a report published on Tuesday.

They reckon corporate pension commitments, in addition to demographic pressures, have derailed the investment zeal of businesses in the euro area’s largest economy, leading to a rise in their savings rate, which they express as their ‘net lending’; a proxy for retained profits.

“We find evidence that German occupational pension liabilities held directly on the corporate balance sheet in the form of book reserves have been a significant determinant in rising corporate net lending since at least the early 2000s,” the analysts write.

“Demographic aging matters, too: an older employee base coincides with higher corporate savings. In other words, pension constraints and demographics may have capped capex for a while now. This suggests to us that capex prospects remain underwhelming, despite decent growth and profits and good financial conditions.”

The retained profits, or net lending, of Germany non-financial corporates amount to roughly 8 percent of the sector’s output, defined as gross valued-added, in marked contrast to their borrowing binge in the late 1990s. The analysts reckon this shifting preference for financial savings over capital expenditure coincided with an increase in corporates’ direct pension-fund obligations, and with the ageing of the population. 

They explain how a large number of German occupational pension schemes are actually held on company’s balance sheets, and are known as book reserves.   

“The basic idea behind book reserves is that a company promises its employee a defined benefit pension after retirement, and builds reserves for this without specifically attributing assets. Their unfunded nature mean pension claims are paid out of cash-flow. This can have implications for corporate savings and capex behaviour,” the analysts write. They add: “Pension reserves remain the biggest among outstanding cover across pension structures.”

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Having correlated corporate savings against operating profits, book reserves, and the age profile of workers in a regression model, they find savings are a function of pension reserves and ageing.

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If they are right, the policy implications are significant. Population aging will only intensify, keeping the lid on German companies spending for years to come.


Bloomberg. 2016-04-19. Low ECB Rates Leave Germans Worried About Dwindling Savings

– Declining interest earnings add to concerns about pensions

– Germans say they’re being sacrificed by ECB monetary policy

*

German pensioner Dorothea Dahm spent decades diligently putting away for retirement and never really worried about it — until European Central Bank President Mario Draghi’s zero-interest rate policy hit her savings.

“My generation was raised with the belief that we should save money for uncertain times and to help the next generation,” the 68-year-old former advertising executive said by phone from her home in the western German town of Flammersfeld. The lack of interest income these days on savings accounts as a result of ECB monetary policy is “very discomforting,” she said.

The ECB’s record-low rates have cost Germans — who are generally more conservative with their money and therefore more likely to stick it in savings accounts than real estate or the stock market — 125 billion euros ($141 billion) in interest income since Draghi took over in 2011, according to analysis by Deutsche Postbank AG.

German Finance Minister Wolfgang Schaeuble said this month that concern about Draghi’s policies has stoked distrust of European institutions and handed fodder to populist groups like Alternative for Germany, or AfD. The party last month grabbed voters from Chancellor Angela Merkel’s Christian Democratic Union in three state elections and its support has risen to a record 13.5 percent nationally in this week’s INSA poll for the Bild newspaper. The AfD calls for Germany to exit the euro region or an “orderly dissolution” of the currency area.

“The issue has the potential to become politically explosive,” Marcel Fratzscher, president of the DIW economic research institute in Berlin, said regarding savings. “The German economy seems to be doing fine and that’s why many elderly people ask themselves: Why can’t I benefit from that?”

The government has taken notice, giving retirees in 2016 a more than 4 percent pension increase, the biggest in 23 years. German consumer prices rose by 0.3 percent in March compared with the same month last year, according to federal data.

Concerns over savings and pensions strike a nerve especially in Germany, which has a rapidly aging population, meaning that in the future there will be far fewer workers to support retirees and those currently working need to sock away more money to care for themselves. The low rates compound that because people have to put away far more now to have the same amount when they retire.

Eckhardt Rehberg, budget affairs spokesman for Merkel’s caucus in parliament, said he gets about a dozen letters a week from voters worried about their savings.

“The letters are sometimes very emotional, often handwritten and rarely exaggerated,” Rehberg said. “You have to take peoples’ concerns seriously.”

Cutting Rates

A change in ECB policy doesn’t appear to be coming soon. Draghi continued lowering rates in March, cutting the ECB’s benchmark rate to zero and deposit rate to minus 0.4 percent, and a Bloomberg survey of economists published Monday showed most think he’ll ease policy again after the summer. No new measures are predicted at the next rate decision on Thursday. Many Germans say these actions by the central bank ignore their interests in favor of bolstering economically weaker countries in the 19-member euro area.

“German savings have been sacrificed for the European monetary policy,” Bernd Maier, a corporate manager from Heidelberg, said at the main train station in Berlin, where he had come for business. “The German government must do something to support future pensioners to avoid old-age poverty.”

The low returns on private savings add to concerns brought on by forecasts for less generous public pensions in the future. Almost half of workers who retire in 2030 will receive pensions below the minimum social welfare level, public broadcaster WDR said earlier this month, citing its own projections. Germans who start saving for retirement now will have to invest about a third more than before the financial crisis, said Andreas Bley, chief economist at the National Association of German Cooperative Banks.

“It’s quite bizarre: The low interest rates reduce incentives to save, yet the necessity to take financial precautions to ensure there aren’t any bad surprises come retirement time have increased,” Bley said by phone.

Policy makers argue that if politicians did more to improve their economies, the central bank could do less. ECB Executive Board member Benoit Coeure called criticism of the bank’s monetary policy “a sideshow,” while his colleague Peter Praet said carping from Germany was “sometimes difficult to swallow.”

“The debate does not focus enough on the broader macroeconomic consequences of monetary policy,” Bundesbank President Jens Weidmann told the Financial Times last week. “People are not just savers: they’re also employees, taxpayers, and debtors, as such benefiting from the low level of interest rates.”

Some Germans, meanwhile, aren’t waiting for policy to change. Concerned by a scenario in which near-zero interest rates become the long-term norm, Dahm, the retiree, decided in December to buy an apartment in Berlin, where her daughter lives.

“I never thought I would invest in real estate at my age, but the monetary policy has forced my hand,” she said. “I wanted to make sure my money is safe so I can give something with lasting value to the next generation.”

 

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